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Eroica Fenice

Alice

“Requiem for Alice” di Emiliano Paccheri. Un ritorno nel mondo delle meraviglie

Un giorno Alice arrivò ad un bivio sulla strada e vide lo Stregatto sull’albero.
“Quale strada devo prendere?” chiese.
La risposta fu una domanda:
“Dove vuoi andare?”
“Non lo so”, rispose Alice.
“Allora”, disse lo Stregatto, “non ha importanza”. 

(Le avventure di Alice nel paese delle Meraviglie, Lewis Carroll)

R4 ALICE (Requiem for Alice), in scena alla Galleria Toledo di Napoli il 24 e 25 settembre, di OTE Le Saracinesche, diretto da Emiliano Paccheri e interpretato da Benedetta Carmigiani, Massimiliano Musto, Emiliano Minoccheri e Giuseppina Randi, è una bizzarra rivisitazione del celebre romanzo di Lewis Carroll, Le avventure di Alice nel paese delle Meraviglie.

L’Alice di Emiliano Paccheri

Chi, da piccolo, e forse anche da adulto, non ha sognato, almeno una volta, di vestire i panni della distratta Alice? Di essere risucchiato in quel fantastico mondo alla rovescia, boccheggiare A E I O U col Brucaliffo, gozzovigliare con il Cappellaio Matto, sfidare lo scorrere del tempo con il Bianconiglio, gustare un singolare thè alle sei del pomeriggio o festeggiare un non-compleanno?

Alice, però, ora non è più una bambina curiosa e piena di voglia di fare. È stanca e confusa. Non è più una bambina che deve affrontare il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. È una donna adulta, che al futuro antepone il passato, che alla vita tutta ancora da vivere antepone la vita vissuta, fatta di ricordi, passioni, successi e sconfitte. La crisi di identità, che si trova ad affrontare, non è una crisi adolescenziale, ma sembrerebbe più una crisi di mezza età, e coinvolge non solo Alice, ma anche i personaggi che, ancora una volta, l’accompagnano in questo singolare viaggio. Che, ancora una volta, ridono, scherzano, si prendono gioco gli uni degli altri, pur consapevoli dell’inesorabile corsa contro il tempo, riecheggiando lo smarrimento di quella bambina dal vestito blu e la chioma bionda raccolta in un fiocco, ormai cresciuta.

La pièce si apre con la celebrazione di un funerale. Nero, il colore dominante. L’atmosfera che accoglie lo spettatore, caduto nel buco, in quel fantastico mondo, è cambiata. Alice è morta, e il Paese delle Meraviglie assiste con indifferenza al suo funerale. Ma è un funerale o una resurrezione? Forse una messa in scena architettata ad hoc dai suoi vecchi compagni di viaggio?

Sarà pronta Alice ad affrontare questo viaggio alla ricerca di una nuova se stessa?

La Regina di Cuori, il Cappellaio Matto e il Gatto del Chesire, unici superstiti tra confusi ricordi, potranno esserle da guida? Non ci resta che cadere nel buco insieme a loro e inseguire una possibile risposta”.

Per maggiori informazioni: www.galleriatoledo.info